Le scarpe di Delio Rossi

Volo Roma-Palermo. EasyJet non ha i posti assegnati e così ne scelgo uno lato finestrino appena dietro l’ala. Mi piace osservare il movimento dei flap e degli aerobrakes in fase di atterraggio.

Estraggo la Moleskine dal mio bagaglio a mano prima di spingerlo nella cappelliera e mi siedo. Un uomo dall’aria stanca mi chiede se il posto vicino al mio è libero, rispondo distrattamente di sì mentre metto l’iPhone in modalità volo.

L’aereo decolla e io mi perdo nel panorama che mi lascio alle spalle: gli Appennini innevati bucano le nuvole e sovrastano i colli laziali. Davanti a me il mar Tirreno si apre a perdita d’occhio mentre i flap si appiattiscono sull’ala.

Il passeggero che mi sta accanto legge taciturno il Corriere dello Sport esibendosi in un incastro a gambe incrociate nel ridottissimo spazio tra la poltrona e lo schienale davanti. La punta della sua scarpa destra raggiunge il mio tavolino.

Passa il carrello bar e come al solito prendo un caffè Starbucks, uno dei motivi per cui scelgo EasyJet. Mi danno il latte in un piccolo bicchierino sigillato che quando viene aperto produce un leggero schizzo per la pressione.

Questa volta lo schizzo non è poi così leggero e mi macchia il maglione rimbalzando sulla scarpa destra del mio compagno di viaggio il quale, ignaro, continua la lettura del suo giornale che gli ha impedito di notare il fattaccio.

Vado nel panico mentre osservo le scarpe scamosciate del passeggero assorbire le gocce di latte maculandosi come il dorso di un dalmata. Sto per avvertirlo ma un ragazzino mi anticipa avvicinandosi imbarazzato al mio vicino e chiedendogli un autografo.

Un autografo? E chi sarà mai l’uomo che mi siede accanto? La sua faccia non mi dice nulla. Un sussurro dalle file posteriori risolve il dubbio: è l’allenatore del Palermo, Delio Rossi.

Il tempo passa e il mio imbarazzo aumenta. Ora che ho scoperto l’identità del mio vicino mi vergogno ancora di più per quello che ho fatto alla sua scarpa. Ogni secondo che passa, poi, rende più difficile la confessione. Sarebbe strano chiedergli scusa per avergli macchiato la scarpa più di un quarto d’ora prima.

La coscienza scalpita nello stomaco ma alla fine decido di far finta di niente fingendo sorpresa nel caso venissi scoperto.

Un applauso appena accennato mi avvisa che l’aereo è atterrato. Non posso fare a meno di seguire con lo sguardo Delio Rossi mentre esce dall’aeroporto guardandosi confuso le scarpe macchiate e chiedendosi quando sia potuto succedere.

Nella vergogna della mancata confessione mi scappa perfino un risolino per l’espressione interrogativa dell’allenatore.

Oggi, esattamente una settimana dopo, gli hanno fatto le scarpe in modo diverso, esonerandolo dal suo incarico di allenatore dopo una sonora sconfitta al Barbera. Sette gol subiti in casa non si vedevano da vent’anni in nessuna squadra di serie A.

A lui vanno i miei migliori auguri per il suo futuro e le scuse per avergli rovinato -spero non definitivamente- un bel paio di scarpe scamosciate.

Salvatore Teresi

  • Calais 88

    Visto quello che è successo a Rossi, non mi siederò mai acconto a te in caso fossimo nello stesso aereo. Porti scarogna!

  • Anonimo

    O magari è lui che mi ha portato sfortuna visto che non mi ero mai macchiato il maglione con il latte. ;) Punti di vista. E poi mi pare che il Palermo perdesse da molte settimane.

  • Anonimo

    O magari è lui che mi ha portato sfortuna visto che non mi ero mai macchiato il maglione con il latte. ;) Punti di vista. E poi mi pare che il Palermo perdesse da molte settimane.